Cinque laboratori di street art condotti dall’associazione Art Flood, attraverso il progetto Horizon, hanno coinvolto i ristretti dell’Istituto Penale per i Minorenni in un percorso creativo, formativo e di condivisione.
Rovigo — Si è recentemente concluso presso l’Istituto Penale per i Minorenni “A. Vivaldi” di Rovigo il progetto “Racconti di comunità”, condotto dall’associazione Art Flood attraverso il festival DeltArte, grazie al progetto Horizon di Caritas Adria – Rovigo. 
 
Il percorso ha previsto cinque incontri pomeridiani della durata di due ore ciascuno, durante i quali i minorenni ristretti della struttura hanno partecipato a un laboratorio di street art coordinato dalla curatrice Melania Ruggini e dalle artiste Lisa Bettini e Monica Varliero.
 
Guidati dalle professioniste, i partecipanti hanno realizzato due opere pittoriche su pannelli, ispirate all’arte urbana. Il laboratorio ha rappresentato un’importante occasione di espressione, collaborazione e confronto, favorendo la valorizzazione delle capacità creative dei ragazzi.
 
«La nostra esperienza è stata davvero molto positiva e i risultati sono evidenti anche nelle opere finali» commenta la curatrice Melania Ruggini.
«I partecipanti hanno collaborato attivamente, sia tra loro sia con noi, dimostrando complessivamente educazione e rispetto» prosegue Lisa Bettini.
«Alcuni di loro sono particolarmente predisposti al disegno e alla pittura» aggiunge Monica Varliero.
 
Le opere rappresentano, attraverso la tecnica del doodle e l’uso dello slang giovanile, due writer che, armati di bombolette spray, colorano la propria città e la trasformano in un posto migliore, più accogliente e inclusivo.  
Ogni partecipante ha personalizzato il soggetto principale con simboli legati alla propria cultura e alla propria esperienza personale; questi elementi sono diventati anche espressione della propria idea di comunità e di appartenenza, emersa dal confronto tra storie, identità e background culturali diversi all’interno del gruppo.
 
L’ultimo incontro è stato dedicato alla condivisione dell’esperienza e alla visione di una selezione di fotografie dei murales realizzati negli anni dal festival DeltArte in diversi edifici pubblici del territorio, tra cui scuole, palestre e biblioteche di vari comuni.
Le immagini hanno suscitato grande interesse e apprezzamento da parte dei partecipanti, colpiti sia dall’impatto estetico delle opere sia dai messaggi e dai temi affrontati. I ragazzi hanno posto numerose domande sulla storia del festival, sugli artisti coinvolti, sulle tecniche utilizzate e sui significati dei murales.
Durante il confronto si è parlato anche della possibilità di realizzare vere e proprie opere murali all’interno dell’IPM e nelle sue pertinenze, per dare una nuova identità e creare un ponte tra la comunità. La proposta è stata accolta con molto interesse: i partecipanti si sono dimostrati propositivi e motivati a proseguire il percorso intrapreso.
A conclusione del progetto sono stati consegnati gli attestati di partecipazione, come ricordo dell’esperienza. È stata inoltre annunciata la volontà di regalare ai ragazzi alcune T-shirt di DeltArte, particolarmente apprezzate durante gli incontri.
 
«Crediamo nella rieducazione e nel potere dell’arte e del volontariato, che possono fare la differenza», sottolinea Melania Ruggini. 
«Gli adolescenti hanno bisogno di trovare nuovi stimoli e passioni concrete, capaci di rappresentare un’alternativa positiva e valida ai loro bisogni, nonché una sana valvola di sfogo. Desideriamo ringraziare in primis don Lorenzo Piola, figura di riferimento fondamentale e vera guida all’interno di questa comunità, che ci ha introdotto nel progetto Horizon ed è diventato anche per noi un punto di riferimento; la direttrice dell’IPM Roberta Ghidelli per la disponibilità, l’attenzione e la preziosa collaborazione offerte nella realizzazione del progetto. Il suo supporto ha contribuito a creare le condizioni per un’esperienza educativa e artistica significativa, favorendo il coinvolgimento dei giovani e la piena riuscita delle attività.
Ringraziamo inoltre le educatrici, le psicologhe e tutto il personale dell’Istituto, che ci hanno permesso di collaborare  in maniera proficua per la buona riuscita del progetto e ci hanno messo fin da subito a nostro agio».
 
L’associazione Art Flood manifesta infine il proprio entusiasmo ed interesse a proseguire la collaborazione avviata attraverso nuovi laboratori creativi, valutando anche la possibilità di realizzare veri murales sulle pareti della struttura.
«Ci piace pensare che questo sia stato solo l’inizio di un cammino di crescita reciproca» conclude Ruggini.